mattiaq

Sempre allegri (bisogna stare)

Archive for the ‘La pentola di fagioli’ Category

PosteFail

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Ho provato ad aprire un conto BancoPosta Click.
Al momento dell’apertura del conto mi dà un errore di connessione.
Provo a contattare l’assistenza clienti. Mi dicono che “da alcuni giorni” ci sono problemi al sito.
Gli faccio notare che uno dei primi requisiti in base al quale scelgo un conto online è l’affidabilità del servizio e che il fatto che “da alcuni giorni” abbiano problemi tecnici non depone a loro favore. Mi risponde che se non mi fido posso fare a meno di aprire il conto.
Direi che hanno perso un cliente.

Scritto da mattiaq

lunedì 10 ottobre 11 alle 16.51

Pubblicato in La pentola di fagioli

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“La Politica”

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Che fastidio che mi dà quando, sempre più spesso, viene usata la locuzione “la politica” per indicare indistintamente il governo o la maggioranza o l’opposizione parlamentare.

 

Sono cose molto diverse con responsabilità molto diverse.

 

Ognuno ha le sue colpe, ma fare d’ogni erba un fascio è il primo passo verso la fine della democrazia.

Scritto da mattiaq

domenica 2 ottobre 11 alle 12.01

Privilegi? Parliamo di risultati piuttosto

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Che palle questa cosa dei privilegi dei parlamentari che poi si rivelano cose banalissime e risapute. Mai nessuno che invece si indigni per il fatto che sono mediocri, ignoranti, che lavorano poco e male, che non hanno più alcun contatto con gli elettori, che non producono più leggi ma si limitano ad approvare quello che gli viene scritto e messo davanti dal governo o dalle lobby.

Temo che queste “rivelazioni” siano solo fumo negli occhi. Servono a screditare ulteriormente il Parlamento (non i parlamentari) che già si è visto espropriare il proprio ruolo e le proprie funzioni. Prima dal governo con la legislazione d’urgenza, poi dai partiti che lo hanno riempito di ridicoli servi, infine dai comitati d’affari che ovviamente preferiscono le procedure spicce e opache delle ordinanze commissariali.

Ovviamente anche io ho una sfilza di comportamenti riprovevoli da rinfacciare ai parlamentari, e tante economie si possono certamente fare, ma mi pare molto più importante difendere l’istituzione da questi attacchi, altrimenti tra poco ci sarà qualcuno che ne proporrà la chiusura e troverà ampio consenso popolare.

E poi avrei anche a che dire sui privilegi. Se usassero i biglietti aerei per girare il paese e conoscere i problemi della gente sarebbe un privilegio? Se il lunedì e il venerdì invece che starsene a casa fossero presenti sul territorio, incontrassero cittadini e associazioni non sarebbero giorni ben impegnati? Se usassero mense e servizi per essere più presenti a Montecitorio e non perdere nemmeno un momento di lavoro non sarebbero delle spese utili? Eppure non ho mai visto un’inchiesta su quali parlamentari lavorano veramente e quali invece usano i servizi in modo improprio.

Rivolgiamo questa indignazione a degli scopi più nobili, additiamo non il privilegio, ma l’abuso che se ne fa, mostriamo che ci sono tantissimi esempi di politici che si fanno in quattro e nessuno lo dice.

Scritto da mattiaq

domenica 17 luglio 11 alle 12.00

Sondaggi costituzionali

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Era qualche giorno che volevo dirlo, adesso ho un attimo e lo scrivo. La notizia che è girata in rete sulla costituzione islandese scritta su internet è una puttanata galattica.

Prima di tutto è una notizia falsa perché la costituzione viene scritta da un comitato che su internet ha avviato solo una consultazione.

Ma soprattutto volevo dire che, se fosse vera, far scrivere la costituzione alle persone che passano per strada mi pare un obbrobrio. La costituzione la devono scrivere degli esperti, delle persone di elevatissimo spessore culturale e morale.

La costituzione deve essere scritta proprio per difendere le minoranze dagli abusi delle maggioranze e quindi porre dei limiti alla democrazia. Si capisce quindi che deve essere redatta senza condizionamenti e presentata all’approvazione popolare solo come blocco immodificabile.

Scritto da mattiaq

giovedì 14 luglio 11 alle 12.00

Promozioni

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19€ a MB? 29€ a MB? E questa sarebbe una promozione?

Il giorno che trovo un operatore in qualunque parte del mondo che mi faccia tariffe di roaming che non siano un furto giuro che corro ad abbonarmi.

Scritto da mattiaq

venerdì 17 giugno 11 alle 12.00

Come pagare una multa per aver pagato più del dovuto

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Sto vivendo una storia con l’Agenzia delle Entrate che in confronto il lasciapassare A-38 era uno scherzo.

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Verifica della documentazione della dichiarazione dei redditi 2005.

Dopo il mio invio di un enorme plico con dentro tonnellate di fogli e e foglietti mi scrivono dicendo che per gli sgravi sulle ristrutturazioni edilizie vogliono la prova che ho inviato a suo tempo comunicazione all’Agenzia stessa. Notare che mi chiedono la prova di una cosa che hanno loro. Notare inoltre che tale documentazione non era richiesta nella loro prima lettera.

La documentazione è presso la sede dell’Agenzia di Pescara. Pago un commercialista di Pescara per recuperare la documentazione. Ci mettono un mese per farmela avere.
A quel punto mi dicono che debbono avere una prova che i lavori siano stati effettivamente svolti. E mi chiedono, a voce, di inviargli la DIA presentata al comune e la certificazione di conformità degli impianti. Notare che sono cose che non mi erano state richieste in precedenza e che da nessuna parte sono richieste come documentazione per gli sgravi. Notare che si tratta di informazioni in possesso di un altro ente pubblico.

La DIA in mio possesso manca del timbro del protocollo. Vado dunque in comune e chiedo una copia. Un funzionario gentile me la fa avere in pochi giorni.

Oggi porto la DIA protocollata e il funzionario dice che comunque deve controllare che, oltre a detrarmi il 36% delle spese di ristrutturazione, non mi sia dedotto il 50% delle spese stesse. Gli dico di verificare sulla mia dichiarazione, ma lui risponde che non può vederla per motivi di privacy e mi chiede (a me!) una copia della dichiarazione che lui sta verificando.

Si accettano scommesse su cosa chiederanno al prossimo giro.

[EDIT]
Comunque non è ancora finita. Dicino che l’interpretazione delle norme che io ho dato non è corretta. Notare che mi contestano di non aver dedotto le spese dal reddito essendo professionista e quindi di aver pagato più tasse del dovuto. Quindi dovrei pagare una multa, ma non posso chiedere indietro i soldi pagati in più perché per quello sono scaduti i termini.

Scritto da mattiaq

lunedì 23 maggio 11 alle 12.00

Calendari alternativi

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Il comune di Roma mi manda, attraverso l’azienda municipalizzata, la tassa sui rifiuti da pagare. Solo che mi manda ad ottobre i bollettini con scadenza a fine agosto.

Li ho pagati.

Adesso mi manda un’ingiunzione di pagamento con minaccia di pignoramenti se non pago entro 60 giorni dalla data della lettera. Peccato che la raccomandata sia arrivata oggi, ma sia datata 2 febbraio. Quindi i miei termini si riducono di fatto a due settimane.

Inoltre, ovviamente, nel calcolo dell’importo da pagare ci sono gli interessi calcolati dal 31 agosto.

Che cialtroni.

Scritto da mattiaq

domenica 20 marzo 11 alle 12.00

TGINF (Thanks God it isn’t friday)

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Solo io odio il venerdì?

Il venerdì è il giorno in cui tutti i nodi irrisolti della settimana vengono al pettine.
Il venerdì non esco mai dall’ufficio prima delle otto di sera.
Il venerdì è il giorno in cui si rompono tutte le cose per cui hai un contratto di assistenza NBD
Il venerdì (non solo il pomeriggio, ma soprattutto) dovunque chiami non trovi mai nessuno perché sono già usciti.

Scritto da mattiaq

venerdì 11 febbraio 11 alle 12.00

Salvare i posti di lavoro

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Dovessi scegliere se investire soldi pubblici nel tenere a galla aziende decotte che poi alla fine chiuderanno comunque o nello stimolare la nascita di nuove aziende in grado di creare posti di lavoro per i prossimi decenni non avrei dubbi.

Scritto da mattiaq

venerdì 14 gennaio 11 alle 12.00

Parli del diavolo…

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Mi sono rotto le palle di leggere persone istruite e potenti, studiosi (!), politici e giornalisti che usano (anche se in senso positivo) l’espressione “le diavolerie di internet”

Scritto da mattiaq

sabato 16 ottobre 10 alle 12.00

Diritto di tacere

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C’è in corso in rete un dibattito sul diritto di Dell’Utri ad intervenire in pubbliche manifestazioni e il diritto di contestarlo come sostenuto da Di Pietro. Vedi il post di Luca Sofri e quello di Gilioli che fanno osservazioni condivisibili sul piano del diritto e dell’opportunità.

Nel merito penso che sia necessario trovare un punto di equilibrio che permetta a tutti, Dell’Utri e contestatori, di esprimere il proprio punto di vista. Nei film americani ci sono sempre le due fazioni, tenute separate dalle forze dell’ordine, che si fronteggiano, che urlano i propri slogan senza che nussuno si sogni di impedire all’altro il diritto di manifestare la sua opinione.

Quello che mi ha fatto impressione però sono i commenti a entrambi i post che ho citato; la maggior parte dei commentatori sosteneva (in buona fede spero) che siccome Dell’Utri è un mafioso e un imbroglione allora non può rivendicare diritto di parola.

Mi sento rabbrividire. I diritti non possono essere garantiti solo a chi se li merita, i diritti sono tali proprio perché valgono per tutti, anche per i peggiori di noi. Se si deroga a questo principio stiamo buttando via i principi basilari dello stato di diritto e del liberalismo.

Scritto da mattiaq

mercoledì 1 settembre 10 alle 19.17

Materiale da Costituzione

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Per fortuna non ho bisogno di scivere un post. Ha detto tutto, e lo ha spiegato nei dettagli Nicola Mattina.

Finché abbiamo una Repubblica parlamentare le maggioranze si fanno in Parlamento. Il resto sono pericolosissime chiacchiere.

E questo lo dico pur pensando che in questo momento pensare a governissimi di salute pubblica sia politicamente sbagliato e controproducente. Ma lo penso per motivi politici (la sinistra darebbe ancora una volta l’impressione di mettere i giochi di palazzo prima dei problemi del paese), non perché sia un comportamento illegittimo. Di più, penso che Napolitano abbia l’obbligo costituzionale di cercare maggioranze alternative nelle camere prima di scioglierle, altro che impeachment!

Scritto da mattiaq

venerdì 20 agosto 10 alle 0.35

Flussi e riflussi

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A proposito del post di Maistrello I difetti di Facebook di qualche giorno fa e già abbondantemente commentato in rete, volevo solo segnalare come proprio uno dei difetti da lui indicati sia stato una ragione che mi ha spinto a riaprire il blog.

Molti dei social network che ho utilizzato in questi anni condividono il difetto di non avere memoria. La conversazione su facebook, su friendfeed, su twitter è un flusso continuo, spesso molto rapido. E’ divertente questa interazione con i propri contatti che diventa una vera conversazione in tempo reale.

D’altra parte certi temi meritano riflessione, non una battuta al volo. Spesso degli spunti interessanti vengono ignorati o rapidamente cancellati nello scorrere dei messaggi.

Sarà che io ho bisogno di riflettere sulle cose che accadono prima di farmi un’opinione e prima di avere qualcosa da dire, sarà che prediligo questo parlare tra me e me ai flame di friendfeed, sarà, ma alla fine il blog ha un suo perché.

Scritto da mattiaq

giovedì 19 agosto 10 alle 19.59

Tempo da perdere

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Rapidamente, perché ho poco tempo…

Segnalo due articoli del Post riguardo uno spreco che viene sempre poco considerato.

Oggi Filippomaria Pontani parla di Un’estate sprecata in un pezzo critico sulle priorità della politica italiana (anche se poi io non sono molto d’accordo sulle priorità che indica lui).

L’altro giorno Marco Simoni rifletteva più in generale su Il valore del tempo e questo mi sembra il tema centrale: come si identifichino gli sprechi della “casta” con il costo della politica, quando invece bisognerebbe soprattutto guardare ai risultati visto che ad un alto costo corrisponde una produzione miserrima.

Il grande spreco sono i leader che pensano solo alle dichiarazioni da fare e non a risolvere i problemi del paese. Berlusconi in questo è il campione, un governo che non ha fatto nulla se non grandi annunci. Ma anche l’opposizione non scherza passando il suo tempo ad occuparsi di Berlusconi e di alleanze e non trovando mai il modo di occuparsi di temi concreti.

Il grande spreco è anche il Parlamento che discute allo sfinimento del nulla, visto che alla fine è usurpato del suo ruolo legislativo e non è più nemmeno in grado di emendare le leggi che sono tutte di iniziativa governativa e che spesso sono blidate da voti di fiducia.

Nel documento del PD che criticavo qualche giorno fa si facevano dei numeri impressionanti.

Delle 175 leggi approvate fino alla metà di luglio [...] ben 150 sono di iniziativa governativa. Quelle nate in Parlamento non hanno quasi mai grande rilievo e raramente prevedono spesa. Si tratta nella gran parte dei casi di leggi simbolo, come le istituzioni di giornate per celebrare ricorrenze o l’istituzione di commissioni d’inchiesta. Spesso (in 18 casi su 25) sono state approvate senza passare per l’aula, con il sistema della sede legislativa in commissione. Ancora: il governo ha superato qualsiasi record licenziando ben 65 decreti (come abbiamo ricordato prima 2 sono stati bloccati in aula) e chiesto la fiducia 36 volte nelle due Camere.

In pratica viene certificata la totale morte politica del Parlamento costretto a ratificare decreti legge e messo nell’impossibilità di produrre alcuna legge autonomamente.

Scritto da mattiaq

giovedì 19 agosto 10 alle 19.46

Pubblicato in La pentola di fagioli, Politica

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I pini di roma

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Sono famosi in tutto il mondo; per dire Respighi ci ha fatto un famoso pezzo di musica classica, insomma i pini sono un elemento irrinunciabile dello skyline della capitale.

O forse lo erano.

I pini hanno questa sfortunata caratteristica di avere radici che si espandono principalmente in orizzontale; così queste rovinano l’asfalto di strade e marciapiedi e vengono regolarmente tagliate quando si fanno degli scavi (quindi a Roma in continuazione). Ovviamente questi alti e maestosi alberi, una volta che le radici sono state recise, al primo soffio di vento un po’ più forte del solito cascano.

Come risolvere questo problema? Facendo attenzione a non recidere le radici? Controllando lo stato di salute degli alberi? Potando i rami in eccesso? Ovviamente no, tagliandoli tutti!

E così negli ultimi mesi assistiamo ad una vera e propria strage, un po’ in tutta Roma a dire il vero, ma sotto casa mia in particolare hanno stravolto l’aspetto del parco Rabin (via Panama) e della via Salaria.

E così Alemanno, il tristo boscaiolo, dopo aver potato tra grandi annunci lecci e platani nella stagione sbagliata (e quest’anno insistono a potare lecci ad agosto) adesso vuole mettersi anche questa medaglia come sterminatore dei pini di Roma.

Scritto da mattiaq

venerdì 6 agosto 10 alle 19.21

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Tariffe mobili (tre)

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Stavo per passare da Zero6 pro a Power800 pro di tre (costa meno, ha più minuti di traffico voce, meno traffico dati). Poi mi sono accorto delle simpatiche noterelle partorite da una mente fervida.

  • il volume complessivo di traffico (voce o SMS) mensile verso un singolo operatore, non 3, deve essere inferiore al 60% del traffico totale uscente;
  • il volume complessivo di traffico (voce o SMS) mensile verso il complesso degli operatori, non 3, deve essere inferiore all’80% del traffico totale uscente;
  • il totale mensile dei minuti di Chiamate ricevute dal complesso degli operatori, non 3, deve essere superiore al 10% dei minuti totali di Chiamate effettuate nel mese;
  • il volume complessivo di traffico (voce o SMS) mensile effettuato e/o ricevuto in Roaming Nazionale deve essere inferiore al 70% del traffico totale uscente.

Ma siamo matti? E che mi metto lì a tenere sotto controllo tutte quelle percentuali? E come posso garantire le percentuali delle chiamate ricevute? Mica dipendono da me.

Scritto da mattiaq

giovedì 5 agosto 10 alle 18.57

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Veltroni condivide

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Insomma pare che Walter (o chi scrive per lui), a differenza di tanti suoi colleghi, capisca qualcosa delle dinamiche della rete.

Peccato che questa competenza non vada di pari passo con la capacità di guidare un partito.

Scritto da mattiaq

venerdì 1 agosto 08 alle 18.36

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Alitalia

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E’ da un po’ che speravo che qualcuno mettesse a confronto il piano di Airfrance e quello di Berlusconi per Alitalia. Finalmente qualcosa si muove: l’altro giorno ho trovato questo commento di Gianluca Poscente sul blog di Gianni Cuperlo che mi sembrava abbastanza condivisibile. Ieri Gilioli schematizzava in modo impeccabile la situazione. Oggi ne parlano anche i giornali.

Oltre ai punti che richiamava Gilioli (i costi enormi a carico dello stato, la riduzione della concorrenza per i viaggiatori, l’aumento spropositato di esuberi) non dimentichiamoci il fatto più importante per il futuro della compagnia aerea: l’esclusione (proprio mentre Iberia si unisce a British) dalle grandi alleanze internazionali. Una compagnia nazionale non può aspirare che a un ruolo marginale e ad un orizzonte limitatissimo. In pratica il risultato ottenuto è la cessione del marchio Alitalia ad AirOne che continuerà ad essere quel che era senza nemmeno doversi più preoccupare della concorrenza. In pratica vivrà del monopolio sulla Roma-Milano.

Per l’ennesima volta la reazione del PD è debole e stentata e perdiamo l’occasione di far notare come le politiche del governo Berlusconi siano nocive per il paese.

Scritto da mattiaq

venerdì 1 agosto 08 alle 12.31

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Morire d’inedia (e sia chiaro che parlo del PD)

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Non riesco a capire come il PD riesca a continuare a farsi del male in questo modo. L’astensione sul caso di Eluana Englaro è la peggiore delle scelte possibili. Al limite in questi casi si può lasciare libertà di coscienza ai parlamentari, ma scegliere di non scegliere è veramente l’antitesi della politica e la continuità in un solo partito della paralisi che avvolge la sinistra da anni (e non mi vengano a dire che è colpa della sinistra se non hanno potuto decidere).

PS: Chi volesse sapere cosa ne penso io basta che scorra pochi post all’indietro.

Scritto da mattiaq

venerdì 1 agosto 08 alle 11.12

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Concerti stonati

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Ieri sera al concerto di Paul Simon (il cui concerto non era affatto stonato) c’era Veltroni, un Veltroni piuttosto cupo e amareggiato all’apparenza. Per tutto il concerto, mentre tutti ballavano e cantavano, lui non ha nemmeno mosso il piedino, sembrava quasi scocciato.

Guardandolo mi sono fatto un film: una specie di prova d’orchestra in cui Veltroni è un direttore rassegnato di un’orchestra che va per conto suo, ognuno fa quel che vuole, suona al suo tempo, stona, addirittura pretende di seguire uno spartito diverso dagli altri. Mi sono immaginato un Veltroni/direttore che esplode in una rabbia incontrollabile e che manda tutti a quel paese.

In effetti mi chiedo perché Veltroni stia accettando questo ruolo che gli è stato assegnato di colpevole di ogni errore, passato, presente e futuro senza però più nessuna autorità. Qui ognuno si sente libero di trattare a nome di non si sa bene chi alleanze e strategie, Veltroni viene considerato zero e nessuno si preoccupa se si lamenta di questa anarchia.

A livello personale penso che si stia avviando verso le elezioni europee dove farà da capro espiatorio della peggiore batosta della sinistra dal dopoguerra e verrà per sempre ricordato per questo. Tutti sono contenti perché nessuno si vuole prendere la patata bollente, ma non capisco perché lui lo accetti. Se fossi in lui farei saltare il tavolo. Mi metterei in rotta di collisione frontale con i vari notabili, farei appello a chi mi ha votato alle primarie, chiederei a loro di sparare sul quartier generale che in questo momento è un messaggio che verrebbe ben recepito.

Scritto da mattiaq

mercoledì 30 luglio 08 alle 11.14

Pubblicato in La pentola di fagioli

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