mattiaq

Sempre allegri (bisogna stare)

Posts Tagged ‘politica

Antipolitica

lascia un commento »

Leggevo questo articolo che dice quello su cui insisto da mesi.
La repulsione per i rappresentanti rischia di diventare (o forse già è diventata) insoddisfazione per i principio di rappresentanza.
I tempi sono maturi per qualcuno che prenda il testimone dai Berlusconi e i Grillo e faccia un ulteriore passo avanti nel rapporto diretto tra elettori e uomo della provvidenza spigliando ulteriormente dei sui poteri il Parlamento.

LA REPUBBLICA: IL PARADOSSO DEL PARLAMENTO   (di ADRIANO PROSPERI)

http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?currentArticle=13W73O

Scritto da mattiaq

lunedì 5 settembre 11 alle 12.34

Pubblicato in Parlamento, Politica

Taggato con , ,

Alitalia

lascia un commento »

E’ da un po’ che speravo che qualcuno mettesse a confronto il piano di Airfrance e quello di Berlusconi per Alitalia. Finalmente qualcosa si muove: l’altro giorno ho trovato questo commento di Gianluca Poscente sul blog di Gianni Cuperlo che mi sembrava abbastanza condivisibile. Ieri Gilioli schematizzava in modo impeccabile la situazione. Oggi ne parlano anche i giornali.

Oltre ai punti che richiamava Gilioli (i costi enormi a carico dello stato, la riduzione della concorrenza per i viaggiatori, l’aumento spropositato di esuberi) non dimentichiamoci il fatto più importante per il futuro della compagnia aerea: l’esclusione (proprio mentre Iberia si unisce a British) dalle grandi alleanze internazionali. Una compagnia nazionale non può aspirare che a un ruolo marginale e ad un orizzonte limitatissimo. In pratica il risultato ottenuto è la cessione del marchio Alitalia ad AirOne che continuerà ad essere quel che era senza nemmeno doversi più preoccupare della concorrenza. In pratica vivrà del monopolio sulla Roma-Milano.

Per l’ennesima volta la reazione del PD è debole e stentata e perdiamo l’occasione di far notare come le politiche del governo Berlusconi siano nocive per il paese.

Scritto da mattiaq

venerdì 1 agosto 08 alle 12.31

Pubblicato in La pentola di fagioli

Taggato con , ,

Parlamentarismi

lascia un commento »

Spero sia chiaro a tutti che abbiamo cambiato forma di governo, l’Italia non è più un regime parlamentare, ma un sistema presidenziale (dove per presidente si intende il presidente del consiglio dei ministri).

Con questa legislatura penso che possa considerarsi completato il processo di svuotamento del Parlamento.

Si è iniziato con l’abolizione delle preferenze che ha dato maggiore potere ai partiti togliendo il rapporto diretto tra eletto ed elettore. Adesso le liste elettorali sono bloccate e scelte dalle segreterie di partito in modo da premiare l’affidabilità degli eletti ed escludere le personalità indipendenti.

Le varie leggi elettorali riviste in senso sempre più maggioritario hanno permesso una maggiore governabilità, ma non si sono contestualmente aggiornati gli strumenti di bilanciamento e garanzia (ad esempio i quorum) previsti dalla costituzione.

La prassi di assegnare ruoli istituzionali alle opposizioni è stata profondamente ridotta nel corso degli anni. Anche per questo i calendari parlamentari sono in mano alla maggioranza visto che al votro dei capigruppo può sommare quello dei Presidenti dei due rami del Parlamento..

Sono aumentati a dismisura i decreti legge e i voti di fiducia.

Con quest’ultimo governo abbiamo poi avuto numerose innovazioni:

  • è stato superato il controllo preventivo del Presidente della Repubblica sui decreti legge facendogli firmare dei testi che poi sono stati completamente stravolti in fase di conversione.
  • Svuotato il lavoro delle commisioni parlamentari, dell’aula e addirittura del Consiglio dei Ministri poiché spesso la discussione è avvenuta su un testo che è stato completamente cambiato con un maximendamento sostitutivo dell’ultimo minuto con annesso voto di fiducia (pensiamo alla finanziaria).

A questo punto, grazie questa prassi che si sta consolidando Berlusconi può governare a suo piacimento sulla base di ukase che verranno ratificati dalla maggioranza di yesmen che abbiamo al Parlamento.

Questo non è necessariamente un male, né l’anticamera della dittatura. D’altra parte molti paesi democratici (ad esempio il Regno Unito o gli USA) hanno regimi che danno poco peso ai parlamenti rispetto all’esecutivo. Berlusconi ha poi saputo usare questo potere anche per sbloccare situazioni che agli italiani sembravano urgenti e che Prodi non aveva saputo risolvere, vedi ad esempio i rifiuti campani e la gestione della sicurezza. Il vero problema è che questo potere in Italia non ha nessun freno o contraltare né negli altri poteri dello stato, né nella stampa, né nella pubblica opinione.

Scritto da mattiaq

lunedì 28 luglio 08 alle 19.29

Il partito che non c’è

con un commento

Chi ha letto i post di questo blog penserà sicuramente di avere davanti un tipico esemplare di quelli che Zoro chiama caproni, quelli che sono rimasti fedeli al partito e hanno traghettato il loro voto dal PCI al PDS ai DS e infine al PD. E invece no, devo confessare che dalla fine del PCI ho votato molti partiti, ma solo molto raramente PDS e DS, solo se potevo dare la preferenza a persone che stimavo a livello personale (come ad esempio Nicola Zingaretti).

Il fatto è che io mi considero ancora legato all’eredità di quel PCI degli anni ottanta di cui ho avuto la tessera. Un partito che adesso non c’è più e che non ha lasciato eredi. Temo che il mio futuro politico rimarrà confinato alla ricerca di un partito che non c’è, di un partito che abbia queste caratteristiche che considero ancora attuali:

  • serio, rigoroso, forse anche un po’ austero, che privilegi la sostanza all’apparenza, che non si basi sulle facce, ma sulle idee;
  • un partito che porti avanti con coerenza la questione morale, non per attaccare i propri avversari, ma, innanzitutto,  per fare selezione e pulizia al suo interno. Sia chiaro che per me non si tratta solo di non commettere reati, ma anche evitare di entrare in quella zona grigia di favori, privilegi, cordate di potere, spartizioni che invece ormai viene frequentata allegramente da tutti;
  • una forza politica che ripudi il comunismo sovietico e tutte le dittature di destra e di sinistra;
  • un partito che cerchi nell’Europa e nel rapporto con le socialdemocrazie il suo orizzonte;
  • un partito che non abbia rinunciato ad un ideale ed una prospettiva di riforma radicale della società in senso egualitario;
  • un partito che però sia realista, che privilegi la necessità di governare all’affermazione dei propri principi, consapevole che la politica è l’arte del compromesso.

Il fatto che io abbia votato PD alle ultime elezioni dovrebbe quindi stupire; il PD non è certo il mio partito ideale.

Il problema però è che a sinistra del PD c’è da tempo il deserto: gruppuscoli velleitari che hanno boicottato ogni possibile progresso in questo paese in cambio di un po’ di visibilità. Personaggi innamorati di se stessi che hanno perso ogni contatto con la realtà del paese. Non è certo un caso (e sicuramente non c’entra Veltroni) se hanno tutti preso una tranvata alle elezioni. Non è un caso nemmeno adesso se non riescono nemmeno a costruire un punto di ripartenza comune e se si frantumano sempre più. Non sarà un caso (e certamente non sarà colpa di Veltroni) se nei prossimi anni spariranno nell’indifferenza generale.

Del PD di Veltroni mi era piaciuta l’apertura al di fuori del proprio recinto, mi ero illuso che potesse essere un partito inclusivo delle tante sensibilità della società italiana, un partito dove ci fosse spazio anche per me, anche se non mi illudevo di trovare un partito che mi rispecchiasse mi sarei trovato a casa in un partito che avesse rispecchiato la pluralità di opinioni della sinistra italiana.

Adesso le mie illusioni sul PD sono uscite sconfitte dal ripiegarsi in se stessi del partito, dal rinchiudersi in correnti e fondazioni, dal concentrarsi sullo scontro per il potere interno. Avrei voluto che la sconfitta si trasformasse in un’opportunità di maggiore contaminazione, di un ulteriore passo indietro della classe dirigente rispetto alla base elettorale o anche alla base degli iscritti. Ciò non è stato e francamente a questo punto non so dove rivolgermi per trovare una risposta al mio desiderio di partecipazione.

Scritto da mattiaq

lunedì 28 luglio 08 alle 12.24

Pubblicato in La pentola di fagioli

Taggato con

Non perdere di vista il quadro generale

lascia un commento »

E’ da un po’ che ci pensavo, adesso lo scrive anche Berselli sull’Espresso: mentre noi ci scanniamo sulla manifestazione sì, manifestazione no (nessuna lezione imparata dal fallimento del governo Prodi evidentemente) nessuno guarda al complesso dell’azione del governo in carica.

C’è in effetti l’attacco alla giustizia, ma questo non deve distrarci dagli altri fronti che, se non altrettanto importanti dal punto di vista della difesa della democrazia, sono senza dubbio più sentiti dall’opinione pubblica. Politiche sociali, politiche fiscali, difesa del potere di acquisto, sicurezza sul lavoro sono tutti campi in cui il governo sta intervenendo pesantemente e mentre noi ci occupiamo di telefonate hard e di chi sia più bravo ad andare in piazza Tremonti, Brunetta, Sacconi e soci stanno facendo dei danni che non sarà semplice rimediare.

A mio modo di vedere l’opposizione dovrebbe denunciare con forza questi scempi, intorno a questi temi potrebbe raccogliere un ampio consenso sia nella propria base che fuori.

  • Iniziamo a dire ad esempio che la social card (oltre ad essere poco dignitosa) costituisce un sollievo molto minore degli sgravi concessi da Prodi.
  • Diciamo anche che porre il tasso di inflazione programmata così al di sotto dell’inflazione reale è un attacco al valore reale dei salari e delle pensioni di tutti.
  • Diciamo che i tagli alla sanità porteranno alla reintroduzione dei ticket.
  • Diciamo che questo governo sta programmando (ufficialmente) un aumento della pressione fiscale.
  • Diciamo chiaramente che la cosiddetta Robin Hood Tax la pagheremo tutti noi visto il regime di cartello in cui operano i settori formalmente colpiti.
  • Diciamo che l’abolizione delle misure anti-evasione costituisce chiaramente un segnale di via libera ai disonesti.
  • Diciamo che si potranno nuovamente richiedere le lettere di dimissioni in bianco al momento dell’assunzione.
  • Diciamo che non solo non si fa nulla per impedire le morti bianche, ma si smantellano quel poco di difese che c’erano.
  • Diciamo che questo governo manda nelle strade i soldati come se ci fosse una guerra civile e poi lascia senza soldi polizia e carabinieri che tagliano le volanti perché non possono pagare la benzina.
  • Diciamo tante altre cose che io adesso sto certamente dimenticando, ma che sicuramente qualcuno potrebbe aggiungere.

Ma soprattutto oltre a questo iniziamo a dire cosa faremmo noi se fossimo al loro posto, iniziamo a fare delle belle proposte, creiamo dei belli slogan da ripetere insistentemente da qui all’autunno e anche oltre. Cerchiamo di far passare il nostro messaggio.

Scritto da mattiaq

giovedì 3 luglio 08 alle 18.16

Pubblicato in La pentola di fagioli

Taggato con ,

Casca il mondo

lascia un commento »

Insomma, a questa manifestazione dell’8 luglio io ci andrei se potessi, ma non le darei questo significato di resa dei conti.

Come notava Diego sarà difficile darne un’interpretazione qualunque sia il risultato. Anzi un’interpretazione la posso già dare: sia che la manifestazione vada bene, sia che si riveli un flop il PD ne uscirà male essendosi chiamato fuori da una protesta sacrosanta.

Il fatto è (e mi ripeto) che il vero problema non è questa manifestazione (che in fondo è solo una risposta alle porcate del governo), ma la mancanza di iniziative e di proposte sui temi che ci dovrebbero caratterizzare.

Scritto da mattiaq

mercoledì 2 luglio 08 alle 14.10

Pubblicato in La pentola di fagioli

Taggato con , ,

Ricambio generazionale

lascia un commento »

A pochi giorni dall’iniziativa de iMille che sta riscuotendo parecchia attenzione e dall’intervento molto esplicito di Gianni Cuperlo all’Assemblea Costituente del PD il tema del ricambio anagrafico nel PD è all’ordine del giorno.

Vedo che molti criticano chi propone il ricambio generazionale. Gli argomenti utilizzati sono i soliti: l’età da sola non è un merito, i cosiddetti giovani hanno per lo più oltre quarant’anni, ecc.

Permettetemi di obiettare una cosa: non me ne frega nulla dell’età di chi dovesse subentrare, l’importante è il ricambio della classe dirigente. Quello che vorrei sono volti nuovi, idee nuove, non necessariamente persone più o meno giovani. Non solo, vorrei che questo in futuro fosse il metodo, chi dirige deve sempre essere messo in discussione da una nuova classe dirigente pronta a prenderne il posto e che si fa carico di istanze e di punti di vista nuovi.

Scritto da mattiaq

martedì 1 luglio 08 alle 17.37

Pubblicato in La pentola di fagioli

Taggato con ,

Corteo, corteo!

lascia un commento »

Vedo che siamo tutti d’accordo che annunciare una manifestazione tra sei mesi (quando il quadro politico sarà cambiato) è senza senso. Vedo anche che molti vedono come unico riparo all’immobilismo del PD sia la manifestazione di micromega della prossima settimana.Fermo restando che non amo Di Pietro né soprattutto i Beppe Grilli la tentazione di scendere in piazza è forte.

Vorrei però cercare di vedere le cose con ottimismo. Visto che Veltroni ha pianificato questa manifestazione per l’autunno ed ha anche annunciato un nuovo tour in pullman perché non utilizzare queste iniziative per farci promotori di nuove iniziative? Iniziamo a mettere noi i temi sul tavolo, basta andare a rimorchio delle iniziative altrui. Tra l’altro Veltroni durante la campagna elettorale era riuscito abbastanza bene in questo gioco di dettare l’agenda politica, possibile che abbia perso quasta capacità?

Scritto da mattiaq

martedì 1 luglio 08 alle 17.19

Pubblicato in La pentola di fagioli

Taggato con ,

Chiamarsi fuori

lascia un commento »

Come al solito il post di Zoro descrive la situazione così come non riescono nemmeno gli inviati dei giornali (per incapacità, per servilismo o per pietà). Il PD non esiste più al di fuori del suo vertice, la sua struttura è stata distrutta e altrettanto è stato fatto di chi avrebbe dovuto sostituirla.

E insomma, per la prima volta da quando seguo la politica Veltroni era riuscito là dove erano falliti in tanti: portare facce nuove e nuovo entusiasmo nel partito. E che ti combina poi? Li prende per il culo, gli fa fare la claque a decisioni discutibili calate dall’alto, ma al tempo stesso concordate fino alle virgole con gente improponibile e rappresentante non si sa bene chi, gli fa fare i costituenti senza diritto di parola. E ci meravigliamo se molti si sono chiamati fuori? E se quelli che si sono presentati all’assemblea erano demoralizzati?

Scritto da mattiaq

lunedì 23 giugno 08 alle 17.27

Pubblicato in La pentola di fagioli

Taggato con ,

Voglia di partecipare

lascia un commento »

In questi tempi cupi alterno lo scoramento più profondo e l’incazzatura. Anche la voglia di partecipare attivamente oscilla.

Il problema vero è che se volessi concretizzare questa voglia di partecipazione non troverei il canale per farlo.

Vent’anni fa sapevo cosa fare, avrei potuto attaccare manifesti, avrei potuto volantinare, avrei potuto partecipare ad un dibattito in sezione, oggi non ne ho più la voglia e forse non sarebbero nemmeno più delle attività utili.

Oggi quello che vorrei è un modo per poter influire sulle scelte dei partiti che potenzialmente mi rappresentano. Vorrei essere ascoltato. E invece il messaggio che si riceve a tutti i livelli è “non disturbare i manovratori”.

Per questo in autunno avevo deciso di investire nel PD dopo anni di sfiducia nei confronti di PDS e DS, perché mi sembrava un progetto che assegnava un ruolo anche a chi come me si limitava ad essere un simpatizzante, sia con le primarie, sia con nuove forme di partecipazione che si sarebbero inventate insieme.

Quello che mi aspettavo era un partito che non solo si sarebbe aperto alla partecipazione di forze nuove (e già non sarebbe stato poco), ma che sarebbe venuto attivamente a cercare di coinvolgere tutti quelli che come me erano rimasti alla finestra ad aspettare qualcosa in cui riconoscersi.

Invece sin da subito abbiamo visto assemblee finte, decisioni prese in sedi improprie, scomparsa delle primarie, riemergere delle peggiori logiche correntizie e spartitorie. Corsa alle poltrone dei soliti noti, incapacità di accettare le conseguenze politiche delle proprie azioni. Tutte le persone che avrebbero potuto garantire un ricambio di classe politica (da Cuperlo a Scalfarotto e a tanti altri) non solo sono state tenute lontano dalla stanza dei bottoni, ma gli è stato impedito di porre temi nuovi nell’agenda politica.

C’è stato un tentativo di smuovere le acque da parte di Diego Bianchi con la Fondazione Daje, ma per ora non si scorgono grandi effetti. Il PD continua a muoversi senza una propria chiara linea politica, si limita a dire di sì o ad opporsi debolmente alle iniziative del governo. Anche la sbandierata linea della concordia per le riforme non si è mai ben capito a quali riforme tendesse.

Insomma io resto qua, con molta voglia di dire la mia e senza nessuno con cui confrontarsi.

Secondo me un modo per uscire dall’impasse potrebbero essere una serie di iniziative tematiche, su temi nuovi oppure reinquadrando temi vecchi da prospettive nuove. iniziative che potrebbero essere prese a livello nazionale o locale, che si rivolgano non agli apparati, ma ai simpatizzanti. Non necessariamente delle iniziative di piazza, ma qualcosa che stimoli la partecipazione. Mi piacerebbe che fossero delle specie di assemblee programmatiche aperte. Queste iniziative potrebbero essere in qualche modo una risposta alla richiesta di un PD pride di Cristiana Alicata di qualche giorno fa.

Scritto da mattiaq

giovedì 19 giugno 08 alle 12.34

Pubblicato in La pentola di fagioli

Taggato con ,

C’è posta per te

lascia un commento »

Mi pare giusto: dopo che ci ha ammorbato per tutta la campagna elettorale con le lettere che aveva ricevuto, non potrà adesso lamentarsi se anche noi che vorremmo partecipare alla vita del PD e invece ne veniamo tenuti fuori iniziamo a scrivergli.

Chissà, magari non farà parlare i costituenti all’assemblea, però forse inizia a leggerne le lettere… :)

Quasi quasi ora gli scrivo anch’io.

Scritto da mattiaq

mercoledì 18 giugno 08 alle 14.54

Pubblicato in La pentola di fagioli

Taggato con ,

Congresso

lascia un commento »

Mi accorgo che spesso riprendo qui dei temi già espressi nei commenti di qualche altro blog.

Ad esempio da Zoro si parlava di congressi e della loro opportunità.

A mio modo di vedere Veltroni dopo le elezioni avrebbe bisogno di vedersi riconfermare la fiducia per non essere ostaggio delle correnti e dei vari presunti leader del partito.

Il problema è che Veltroni è stato scelto sulla base di primarie di massa e quindi la fiducia si è indebolita a seguito del risultato elettorale. Adesso Veltroni a chi deve chiedere di confermare il mandato per la costruzione del nuovo PD? Leggi il seguito di questo post »

Scritto da mattiaq

venerdì 13 giugno 08 alle 14.28

Pubblicato in La pentola di fagioli

Taggato con ,

Annuntio vobis gaudium magnum

lascia un commento »

E così la ministra Gelmini ha visto di essere agli ultimi posti negli indici di popolarità del governo. E cosa decide di fare? Un bell’annuncio: aumentiamo gli stipendi a tutti. Che poi sono tutti d’accordo che gli insegnanti sono pagati poco.

Dove prendere i soldi? Che importa, mica vuole farlo davvero, l’importante è uscire sui giornali con l’annuncio. Infatti nessuno ha fatto una piega nel governo, nessuno l’ha smentita, tanto tutti sanno che è una finta. Posso scommettere quel che volete che non se ne farà nulla, o che al massimo si partorirà un topolino e che nessuno chiederà conto alla ministra del mancato rispetto degli impegni.

E’ interessante notare come nel precedente governo subito qualcuno avrebbe fatto una roboante dichiarazione sdegnata contro il suo collega pretendendo che i soldi virtuali fossero virtualmente assegnati ad un’altra categoria dando l’immagine di una compagine rissosa. In questo governo invece fanno a gara a promettere mari e monti e non solo non si smentiscono tra di loro, ma non c’è nessuno dell’opposizione che faccia notare che si tratta di promesse irrealizzabili.

Scritto da mattiaq

mercoledì 11 giugno 08 alle 13.54

Pubblicato in La pentola di fagioli

Taggato con ,

Ancora tu?

lascia un commento »

Ma possibile che qui nessuno voglia assumersi la responsabilità dei propri errori?

Ma possibile che Goffredo Bettini (uno che dichiara di essere ricco di famiglia) senta la necessità di avere sempre e comunque una poltrona appiccicata al suo poderoso sedere?

Ma non lo capisce che sarebbe meglio anche per lui stare fermo uno o più turni? Perché ora come ora credo che molti lo vorrebbero veder sparire per sempre.

Uno che ha inventato e sostenuto la candidatura di Rutelli al comune di Roma adesso dovrebbe avere il buon senso di riconoscere di aver fatto uno dei più grossi, se non il più grosso errore politico degli ultimi decenni in Italia e dovrebbe trarne delle conseguenze.

E invece stiamo qui a pensare di premiarlo con la presidenza della RAI.

Giuro che se il PD lo indica veramente per quel ruolo o per un altro analogo si è giocato il mio voto per i prossimi dieci anni.

Scritto da mattiaq

giovedì 5 giugno 08 alle 19.14

Glasnost

lascia un commento »

Per la serie e chissenefrega volevo notare che gli ultimi sviluppi della Fondazione Daje non mi dispiacciono neanche un po’. Questa idea che se i dirigenti non vogliono aprirsi al confronto con la base sarà la base a mettere in piazza tutte le decisioni che loro vorrebbero prendere al chiuso dei loro caminetti mi sembra che vada nella direzione giusta.

Ricominciamo a fare politica alla luce del sole, pretendiamo che anche dai vertici venga praticata la trasparenza e se proprio non vogliono allora saremo noi a lavare i panni sporchi in piazza, perché la misura è colma, le deleghe in bianco sono state ritirate.

Scritto da mattiaq

giovedì 5 giugno 08 alle 19.04

Pubblicato in La pentola di fagioli

Taggato con ,

Come vincere le elezioni in quattro mosse.

lascia un commento »

Ovviamente il titolo è ironico, non penso di avere la ricetta magica, anzi non penso proprio di avere una ricetta. Però vorrei riportare qui quanto scritto nei commenti del blog di Gianni Cuperlo.

Si parlava nei commenti del post di come curare l’infezione squadrista, razzista e intollerante che ha colpito l’Italia, e io provocatoriamente affermavo che prima di dare lezioni sarebbe stato il caso di riconoscere che essendo poco credibili si rischiava di sortire un effetto opposto a quello desiderato. In pratica saremmo passati ancora una volta per quelli distanti dalle reali necessità delle gente comune. Già mi immaginavo la reazione tipica “E’ facile per voi fare prediche dai vostri salotti e dalle vostre terrazze, ma noi lo sappiamo bene cosa si vive ogni giorno qui al Pigneto“.

Per spiegare la mia posizione ho schematizzato così le tappe necessarie a conquistare il voto degli elettori: riconoscibilità, rispetto, credibilità, fiducia.

Riconoscibilità, mi pare evidente che sia necessaria un’identità, non solo intesa come brand, ma anche per l’insieme dei valori che ti caratterizzano, delle proposte e degli interessi che rappresenti.

Rispetto, devi saper dimostrare coerenza con quello che dici, devi mostrarla anche e soprattutto nelle situazioni in cui la coerenza non ti premia, anche a rischio di impopolarità. Devi vivere in prima persona i valori che propugni, devi applicare su te stesso un metro morale più alto di quello che chiedi agli altri. Niente giustificazioni né autoassolvimenti.

Credibilità, è conseguenza del rispetto. La gente si aspetterà che tu agisca coerentemente con quanto annunciato. Quando farai una proposta saprà che farai di tutto per metterla in pratica e senza secondi fini più o meno nascosti. Quando farai un compromesso saprà che era necessario farlo, che non hai rinunciato ai tuoi obbiettivi, ma che hai puntato a portare a casa il massimo ottenibile in quel particolare frangente. E che comunque non hai tradito i tuoi valori.

Fiducia. Fino a questo punto puoi aver conquistato il tuo ruolo senza aumentare i tuoi consensi, ma non si possono saltare queste tappe preliminari: solo adesso puoi chiedere la fiducia degli elettori. Quando sapranno chi sei, che sei credibile in quello che dici, solo allora valuteranno le tue proposte nel merito e decideranno se darti fiducia.

La mia impressione è che la sinistra in Italia, sia il PD che gli extraparlamentari, abbia perso completamente non solo la fiducia, non solo la credibilità, ma anche il rispetto e forse anche l’identità. Nelle urne la sinistra viene percepita da gran parte del paese come falsa e ipocrita. Il voto spesso non viene perso sulle specifiche proposte, ma sulla perdita di identità e di credibilità.

Scritto da mattiaq

venerdì 30 maggio 08 alle 19.32

Pubblicato in La pentola di fagioli

Taggato con

E daje, e annamo un po’!

lascia un commento »

Sul blog di Zoro si sviluppa la discussione che porta verso nuovi orizzonti (le magnifiche e progressive sorti… ecc.)

Mi riconosco abbastanza nel profilo dell’elettore di sinistra deluso e scazzato, alle prese con una leadership (?) che ha perso ogni contatto con la realtà. Mi riconosco quindi nel lettore medio di quel blog. Mi sono immedesimato (per storia e sentimenti) con i video di tolleranza zoro.

Dopo aver dato la mia adesione alla comunità di malpancisti mi chiedo però se mi riconosco negli ultimi sviluppi di quella comunità. Un conto è sfogarsi e lamentarsi delle cose che non vanno, un conto è cercare di costruire qualcosa a partire dalle lamentele.

Adesso si parla di costituire una cosiddetta fondazione Daje (caricatura delle fondazioni/correnti del PD), ma non si è andati oltre alla rivendicazione di una migliore capacità di percepire l’umore popolare rispetto ai vertici del partito (e non che ci voglia molto per questo) e alla rivendicazione del ruolo della base rispetto ai vertici.

Quello che noto adesso è una deriva da un lato veltroniana, dall’altro grillina. Veltroniana nell’autocompiacimento autoreferenziale del quanti siamo e quanto ci divertiamo e quanto siamo belli. Veltroniana anche nella vaghezza dei contenuti. Grillina nella protesta poco costruttiva. Forse anche un po’ maoista nello sparare sul Quartier Generale.

Mi sembra scampato il rischio che si era profilato con il passaggio di Diego a Matrix di essere usati come strumento nelle beghe interne, come attacco indiretto dei dalemiani contro Veltroni. Temo che il pericolo sia stato scampato più per il mutare del clima politico interno che per le particolari abilità dajiste.

Insomma per il momento seguo con interesse, ma con perplessità, e senza comunque tirarmene fuori, lo svolgersi delle cose. Poi vedremo.

Scritto da mattiaq

venerdì 30 maggio 08 alle 18.49

Pubblicato in La pentola di fagioli

Taggato con ,

Agente provocatore

lascia un commento »

In questi giorni ho cercato di intervenire su alcuni blog “politici” con dei commenti piuttosto provocatori, non mi pare di aver suscitato alcun dibattito.

Scritto da mattiaq

venerdì 30 maggio 08 alle 14.14

Pubblicato in Uncategorized

Taggato con

La bile del vincitore

lascia un commento »

Estratti dalla rubrica “lettere al direttore” di Repubblica.it

La presa di posizione della Carfagna sul Gay Pride può non piacere ma riflette, credo, l’orientamento della nuova maggioranza e di gran parte dei suoi elettori.

I poveri immigrati sono discriminati da noi italiani, popolo di imfami razzisti, e pure ipocriti, perché di criminalità ne commettiamo parecchia noi stessi. Ora, un conto è condannare i roghi di Napoli, altro è vomitare bile contro il proprio paese, o giustificare le ingerenze spagnole, definendole “sacrosante”, come fa un suo lettore. Del resto, non c’è da stupirsi, dato lo sport nazionale di molti sinistri è quello di sputare sull’Italia. Tra i lettori che hanno scritto alla sua rubrica c’è chi ha elogiato Tito e detto che l’Istria, prima del 1945, era a maggioranza slava; o chi ha condannato i nostri soldati perché “gli eroi non imbracciano un fucile”. Questi sono gli stessi figuri che da vent’anni berciano il grido di “razzista, razzista” a chi osa parlare del fenomeno dell’immigrazione. Ora è chiaro: la partita non è tra conservatori e progressisti, ma tra SINISTRA e ITALIA! Io sto con l’Italia.

Ma piantatela di dare spazio ai soliti criticoni e date ascolto alle lamentele della gente comune che poi, alla fine, dovrebbe essere la cosa che dovrebbe interessarvi maggiormente. Siamo stanchi dei nobili pareri dei soliti psedointelletuali con il conto in banca bello grasso e non certo in rosso come il loro colore politico di appartenenza.

noto con dispiacere che ancora “rosica” dalle lettere che pubblica e dalle risposte che da. Su una in particolare vorrei porre l’attenzione cito testualmente.. “Ora abbiamo un governo che militarizza anche la monnezza e manda i soldati a far la guardia ai cassonetti.” con questa sua affermazione Lei mi dimostra che non ha capito niente del problema di Napoli e della Monnezza. La gente non vuole le discariche non per la paura della monnezza ma per la paura di quello che la camorra può buttare nella discarica quindi far presidiare le discariche dall’esercito è la cosa migliore che si potrebbe fare. Adesso il mio dubbio è ma Lei c’è stupido a non capire questo oppure ci fa perché rosica??

Ma che hanno che nemmeno quando vincono e comandano riescono ad accettare che qualcuno possa pensarla diversamente da loro?

Scritto da mattiaq

lunedì 26 maggio 08 alle 15.25

Pubblicato in La pentola di fagioli

Taggato con

Incapacità

lascia un commento »

Sulla capacità mediatica del governo Berlusconi hanno già detto tutto con maggiore tempismo sia Zoro che Giusec.

Io vorrei solo far notare che a fare una pessima figura non c’è solo la sinistra, ma anche i giornalisti italiani. Possibile che tutti abbiano riportato pari pari lo spin governativo senza analizzare i contenuti e fare le pulci alle “decisioni” prese dal governo?

Un mix di aria fritta, campagne d’odio, imbrogli al cittadino e affaracci privati presi da tutti per oro colato e riportati con enfasi da cinegiornale Luce.

Certo che se qualcuno del governo ombra avesse anche solo provato a fare emergere le incongruenze e le falsità magari un giornalista avrebbe anche riportato qualcosa nei due secondi di un pastone.

Ma i giornalisti politici italiani sanno solo riportare le dichiarazioni, non esiste la verifica e il confronto con la realtà dei fatti, per non parlare dell’inchiesta. In pratica pare che qualcuno gli abbia insegnato che della bontà del vino si possa riportare solo quel che ne pensa l’oste.

A questo punto vince sempre chi la spara più grossa e la ripete più volte, tanto nessuno mai lo smentirà.

Scritto da mattiaq

lunedì 26 maggio 08 alle 13.48

Pubblicato in La pentola di fagioli

Taggato con

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.